MITOLOGIA E SIMBOLISMO AUTOGENO
Corrispondenze mitologiche collegate alle immagini primordiali del percorso archetipico autogeno e immagini archetipiche e simboli del percorso archetipico autogeno.
Che cosa significa simbolicamente il formicolio delle immagini autogene?
Il formicolìo è un’agitazione intima, un movimento caotico brusco e accelerato che sembra ricollegarsi alle prime esperienze di cambiamento autogeno, esperienze che suscitano una sorta di paura primitiva. Gilbert Durand sottolinea come Salvador Dalì colleghi direttamente il formicolio della formica al movimento della larva, o anche a Hieronymus Bosch, in cui l’agitazione va di pari passo con l’agitazione ansiosa. L’antropologo francese conclude quindi che lo schema simbolico “dell’animazione accelerata che è l’agitazione formicolante, brulicante o caotica, sembra essere una proiezione assimilatrice dell’angoscia davanti al mutamento, poiché l’adattamento animale non fa, nella fuga, che compensare un mutamento brusco con un altro mutamento brusco. Ora, il mutamento, l’adattamento o l’assimilazione che esso motiva è la prima esperienza del tempo. Le prime esperienze dolorose dell’infanzia sono esperienze del mutamento”. Questa “fuga dinanzi al Destino” sembra precedere anche il timore del padre. Le paure edipiche possono rafforzare questi schemi. Il simbolismo del cavallo, la cavalcata funebre o infernale che struttura moralmente la fuga, immagini equiparabili come forma alle tenebre e all’inferno rappresentano “il terrore davanti alla fuga del tempo simboleggiata dal mutamento e dal rumore”. Questo accostamento simbolico è stato peraltro effettuato dallo stesso Jung parlando degli incubi notturni nei Simboli di trasformazione. È un simbolo che appartiene al tema della fuga dalle costrizioni temporali.
Esiste un’immagine mitologica associata all’archetipo del Calore del training autogeno analitico?
Le immagini archetipiche del calore sembrano provenire da un ambito mitologico che Esiodo personificherebbe come Urano, il Dio greco del Cielo. Kerenyi bene evidenzia come nel mito esiodeo Gea dà origine in modo partenogenetico a Urano, il Cielo stellato, “affinché questi l’abbracciasse interamente e fosse sede solida ed eterna degli dèi beati”. È interessante per collocare psicologicamente l’archetipo del Calore, la modalità con cui Gea creò Urano, e cioè la modalità partenogenetica, che Kerenyi intende senza Eros, senza accoppiamento, ma per autodivisione. Si tratta effettivamente di una modalità molto arcaica, descritta anche scientificamente solo negli organismi primitivi. In altre parole Urano era già presente in qualche modo dentro Gea, insito in essa. Questa modalità è suggestiva poiché anche nelle descrizioni alchemiche il calore è insito (come Urano) nella prima materia descritta dagli alchimisti, la terra.
Perché nel training autogeno analitico Gea (la Madre-Terra della mitologia greca) è così importante?
Perché Gea, la Grande Madre Terra, secondo Esiodo, è la prima divinità della mitologia greca a manifestarsi dal Caos originario. Essa corrisponde psicologicamente all’archetipo della Pesantezza, che domina la fase uroborico-materna dello sviluppo della coscienza collettiva. Essa corrisponde nell’inconscio personale alla fase di fusione oceanica della Mahler. Il costellarsi dell’archetipo della Pesantezza è fondamentale per la rinascita del soggetto in analisi, poiché esso apporta la creatività dell’inizio, della ripartenza.
Chi siamo
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